Sicuri di essere proprio voi a decidere?

Aldo, un noto imprenditore, sta viaggiando comodamente nella sua berlina, mentre fuori dal caldo abitacolo il vento sferza con tutta la sua forza e la pioggia cade copiosa quasi a voler lavare la strada polverosa.

Mentre preme dolcemente sull’acceleratore, il nostro uomo d’affari pensa alla sua auto: certo, funziona ancora molto bene, non ha mai accusato problemi al motore e la carrozzeria non ha neanche una riga, ma è tremendamente vecchia!

Dopo parecchio rimuginare, Aldo ha deciso: nel pomeriggio sarebbe andato dal concessionario a comprare una nuova automobile, magari lo stesso modello di quella del suo amico Dario, così veloce e potente.

Nel frattempo, Sara sta passeggiando nullafacente per le vie del centro, quando improvvisamente…toh! La vetrina di Scarpe e scarponi, il miglior negozio di calzature della città! La vetrina è tappezzata da un mosaico di cartoncini colorati con su scritto “saldi!”, “sconti!”, e tra un varcoe l’altro la nostra amica scorge un bel paio di scarpette rosse.

Sara è combattuta: ha già diciassette paia di scarpe, perchè prendere il diciottesimo paio? Sarebbe un inutile spreco di soldi….però le scarpette sono così belle ed eleganti, semplicemente irresistibili.

La decisione di Sara si incarnò in un veloce scatto verso l’entrata del negozio.

Questo o quello?

Ogni giorno il nostro cervello è oberato da una mole immensa di dati, e spesse volte, almeno nell’ordine di alcune centinaia, l’analisi dei dati ci porta a dover prendere delle decisioni.

Filosofi, neurobiologi e psicologi si interrogano da secoli riguardo i meccanismi biologici che sottostanno le prese di decisione, le concatenazioni psicologiche di cui si compongono e la natura, razionale o meno, di questo complesso macchinario.

Il mistero ha oscurato la verità per parecchio tempo, ma all’inizio del nuovo millennio due ricercatori, Daniel Kahneman e Amos Tversky  hanno cominciato a far luce sulla faccenda, svelando quali sono i meccanismi implicati nelle scelte e come essi interagiscano, oppure non interagiscano affatto, provocando dei grossi danni.

Vediamo ora che cosa hanno scoperto.

Le due modalità della mente: sistema 1 e sistema 2

Il nostro cervello ha due modalità di pensiero.

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I due sistemi mentali con le loro caratteristiche a confronto

La prima è veloce, automatica, inconscia, si attiva quando dobbiamo prendere le decisioni di ogni giorno (quindi quasi sempre) e ci porta, spesso e volentieri, a commettere degli errori.

La seconda è lenta, conscia, consuma molte energie, si attiva quando dobbiamo prendere decisioni complesse ed è affidabile…ma pigra.

Insomma, il cervello quando pensa fa utilizzo di un sistema intuitivo, detto Sistema 1, e di un sistema logico, detto Sistema 2.

La cosa più sorprendente, o forse sarebbe il caso di dire inquietanate, è che la maggior parte delle decisioni che prendiamo ogni giorno non è effettivamente presa da noi.

Nossignori. A presiedere al meccanismo della presa di decisione è per lo più il Sistema 1, che attraverso dei meccanismi automatici riesce a scardinare i controlli del Sistema 2, conscio, andando così a condizionare ciò che pensiamo e facciamo: de facto le nostre scelte sono determinate in modo del tutto inconscio, e non, come ritiene il senso comune, da un agente razionale che decide consciamente.

E’ per questo che il buon Aldo ha cambiato l’auto quando la sua vecchia berlina funzionava ancora alla perfezione e Sara ha acquistato il diciassettesimo paio di scarpe senza che ne avesse un effettivo bisogno.

L’intuizione ha determinato la scelta, facendo spendere ai nostri amici un buon numero di soldi e liberando nel loro cervello una considerevole quantità di dopamina, che a sua volta ha generato uno stato di soddisfazione.

Il carosello, però, non finisce affatto qui.

Già, perchè una volta che noi abbiamo acquistato un bene inutile, ecco che il Sistema 1 lancia l’allarme e chiede disperatamente aiuto al Sistema 2, affinchè quest’ultimo sappia fornire una giustificazione razionale a ciò è appena accaduto.

E il Sistema 2, naturalmente, riesce nel suo intento, dando forma ad una narrazione coerente la quale ci fa credere che abbiamo scelta in maniera cosciente, volontaria e perfettamente giustificata.

Gli scherzi dell’intuizione

Fino ad ora abbiamo visto le caratteristiche, il funzionamento e l’interazione tra i due sistemi cerebrali.

Ora, mi piacerebbe dare un’occhiata con te, mio caro viaggiatore che esplori queste lande meravigliose, agli errori più comuni in cui ci trascina il Sistema 1, i cosiddetti bias cognitivi.

Eccone alcuni.

Effetto alone: se un elemento od una caratteristica ci sembrano positivi, gli altri elementi subiranno lo stesso effetto, entrando in una luce positiva.

Euristica della disponibilità: utilizziamo nei nostri ragionamenti ciò che ricordiamo meglio, e quanto è più facile da richiamare alla memoria tanto più ci sembra vero.

Euristica affettiva: pensiamo in base a come ci sentiamo. Ad es. uno stato d’animo rilassato ci può rendere più accondiscendenti.

BIBLIOGRAFIA

Pensieri lenti e veloci, di Daniel Kahneman – Edizione Mondadori

Incontro con la psicologia, di Cesare Cornoldi e Mariaelena Tagliabue – Edzione Il Mulino

APPROFONDIMENTI

Pensieri lenti e veloci, di Daniel Kahneman – Edizione Mondadori

La scimmia che pensa, articolo Si fa presto a dire ho deciso (https://lascimmiachepensa.wordpress.com/2016/09/06/si-fa-presto-a-dire-ho-deciso/)

Apa, articolo A machine for jumping to conclusion (http://www.apa.org/monitor/2012/02/conclusions.aspx)

 

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